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giovedì 12 settembre 2013

Come ottenere i semi dai pomodori coltivati















Da un pò di tempo alcuni amici mi hanno chiesto di fare una piccola guida per poter ottenere dei semi dagli ortaggi che si coltivano e in particolare i pomodori.
Ogni singolo coltivatore ha le sue varianti che con l'esperienza e gli errori aggiunge o cambia, questo è il mio metodo.

Dalla vostra pianta scegliete un pomodoro che vi sembra migliore rispetto a quelli presenti, possibilmente da scegliere tra i primi due palchi della pianta perchè conserverà meglio le caratteristiche genetiche, lo segnate con un nastro, un pezzetto di spago e lo lasciate crescere un pò più a lungo degli altri, deve essere molto maturo ma non marcio.
Una volta giunto a maturazione lo tagliate a metà. Nell'esempio un pomodoro ciliegino.













Prendete un contenitore pulito (io riciclo confezioni varie, ma va bene anche un bicchiere di plastica o vetro) e spremete il pomodoro facendone uscire i semi e anche la polpa.













Fino a quando vi rimane solo la buccia.













Continuate anche con il resto dei pomodori arrivando ad un risultato simile come nella foto.













Se il pomodoro è abbastanza acquoso non serve aggiungere acqua, nel caso della foto ne ho messa un pò, così macera meglio.

Poi lo coprite con della carta per alimenti trasparente e lo etichettate con il nome del pomodoro e la data di lavorazione, mi raccomando di farlo subito e per tutti, se avete più varietà di pomodoro poi diventa difficoltoso ricordarsi il nome! :)
Lo mettete in un luogo fresco e non direttamente sotto i raggi solari e attendete.













Trascorsi 3/4 giorni dovreste vedere sulla superficie del contenitore la muffa, non spaventatevi perchè è esattamente lo scopo che si deve raggiungere.













Quello che si è formato è un processo di fermentazione che genera un fungo, il Geotrichum candidum
che garantisce la disinfezione dei semi.

Ecco come si presenta il contenitore una volta tolta la muffa













Togliete la patina che si è formata aiutandovi con un cucchiaino (ne ho uno che uso solo per queste cose) e con molta delicatezza fate colare l'acqua nel lavandino, poi mettetene di altra pulita e risvuotate per un paio di volte. Fate attenzione che i semini tendono ad uscire assieme ai residui.
Lasciateli per 5 minuti circa a mollo in acqua pulita tiepida.













Passati i 5 minuti metteteli dentro ad un colino a maglie molto sottili e sciacquateli sotto acqua tiepida.













Lasciate colare l'acqua in eccesso per un pò circa 10/15 minuti













Per ottenere una migliore essiccazione li stendo su un telaietto che ho costruito appositamente. Favorisce il ricambio di aria senza ostacoli.












Telaietto autocostruito con zanzariera, bastoncini, cartone
delle uova e scotch carta















Altrimenti potete usare senza problemi un piatto, un contenitore basso o anche della carta forno, sconsiglio la carta assorbente da cucina perchè tende ad attaccarsi ai semi.
Disporli ben separati e lasciarli in una zona della casa arieggiata e al riparo dalla luce solare diretta per 2 settimane.
Attenzione alle correnti d'aria che potrebbero far volare i semi, teneteli anche lontano da mobili facilmente raggiungibili da bimbi o animali domestici, per evitare che vadano dispersi! :)
Una volta terminate le 2 settimane potete riporli in buste di carta, vasetti di vetro o altri contenitori etichettandoli per bene con nome, varietà e data di produzione. Se conservati per bene durano 10 anni. L'importante è che non prendano calore e luce del sole diretta.
Personalmente li conservo dentro a bustine di carta pergamena e poi inseriti in un'altra bustina che mi sono costruita, con le varie indicazioni di riconoscimento.













Tutti i semi li ho dentro ad una scatola di legno che rimane sempre chiusa e al buio, con all'interno una bustina di silica gel (quella che si trova nelle borse) per tenere a bada l'eventuale umidità.
Se avete domande o dubbi chiedete! :)

mercoledì 21 agosto 2013

Lunigianarborea, ovvero la carica dei 700 pomodori

Domenica 18 agosto a Pontremoli sotto ad un sole cocente, si è svolta un'interessantissima mostra dedicata al frutto che amo di più, sua Maesta il Pomodoro!

La manifestazione organizzata dall'Associazione Lunigianarborea ha esposto circa 700 tipi di pomodori.
Le collezioni erano di varie proprietari e precisamente di circa 200 varietà dell'Associazione Lunigianarborea, di Nicolò D'Afflitto enologo delle Marchesi De Frescobaldi con circa 350 varietà, della Sig. ra Nadia con 15 varietà molto interessanti, Roberta Mell di Antiche Varietà con la sua collezione privata di frutti antichi americani e l'Azienda Agraria Sperimentale Stuard con la propria collezione.
Da impazzire. E la sottoscritta che non voleva più tornarsene a casa!!!
Si potevano vedere pomodori antichi tra cui Zebra Verde, il Nero Krim, il Cherokee cioccolato o Brandywine... varietà che non si trovano con facilità, soppiantate da quelle fatte con lo stampino, che quando le guardi, cresciute sulla pianta ti mettono tanta tristezza...
E poi altri di tutti i colori, forme e dimensioni da tutto il mondo, con una finestra anche sui nuovi tipi di pomodori ottenuti tramite incroci, frutto di lavori di appassionati degli ultimi anni.
Una panoramica fantastica che fa capire quanto sia importante salvare i semi e preservare tutte le qualità che abbiamo ancora la fortuna di poter gustare con il palato e con la vista. Inoltre erano presenti anche tantissime varietà coltivabili in vaso (presentante dall'Associazione Lunigianarborea) per dimostrare che è possibile avere una piccola produzione anche se si ha un semplice balcone ma non si vuole rinunciare ad avere sulla propria tavola del cibo assolutamente a "metro zero"!
La biodiversità deve diventare materia scolastica!
Oltre ai conosciuti S.Marzano, Cuore di Bue, Principe Borghese si potevano trovare tantissime varietà che per molti saranno sconosciute, ad esempio il Cuban Black, pomodoro scuro oppure l'originale J&L select blue, un ciliegino dal colore particolare, o ancora il White Queen, pomodoro bianco dolce e succoso. Insomma una tale quantità di pomodori che non mi basterebbero due giorni per poterveli raccontare!
Quindi vi anticipo alcune foto, poi a fine articolo troverete la gallery con tutte le altre immagini e i video.

Helsing Junction - Ciliegino nero. DEVE essere mio! :D














Credo sia il Bombi Rosa









Alcune varietà

Piccola parte della mostra


















L'arrivo alla una del pomeriggio piazza in pieno sole!!! Se non è amore il mio!







































Ho passato circa 3 ore a guardare e parlare con diverse persone tutte appassionate e competenti, e tra di loro ho conosciuto Roberta Mell che da Hollywood si è trasferita dal 2009 a Parma.

Roberta in azione! :D
















Abbandonando il suo precedente lavoro nella pubblicità e marketing (ha contribuito al successo di due serie molto famose anche da noi,  "I Sopranos" e "Sex & the city") e mettendosi a coltivare pomodori, la sua passione. Una donna simpaticissima che trasmette il suo amore ed entusiasmo quando ti racconta i suoi successi "pomodoriferi" con il suo fantastico accento americano!

Il totem con le 100 varietà antiche




















Ho comperato poi dei semi per la mia collezione dall'Azienda Agricola Sperimentale Stuard: Principe Borghese, Indiano a strisce e Yellow Submarine.
















Inoltre erano presenti anche altri coltivatori, tra cui un'azienda agricola bio ecologica, il Podere Belvedere in provincia di Massa Carrara più precisamente Località Caprio di Filattiera.
















Ho avuto il piacere di parlare con la titolare Aurora e sua mamma Ombretta sia sul loro sistema di coltivazione che sulle varie techiche "non comuni". L'agricoltura naturale del Maestro Fukuoka e l'agricoltura sinergica che viene praticata nell'azienda, e parlando di queste cose ho scoperto che la signora Ombretta ha avuto la fortuna di poter fare il corso con la grande Emilia Hazelip!!!
Momento di invidia pura!!! :D
















Ho comperato questi bellissimi pomodorini selvatici che vedete in foto:
















Li ho già messi in produzione per ricavare i semi per il prossimo anno. La pianta cresce cascante e si può coltivare in vaso, richiede pochissima terra e donerà anche un decorativo arredamento per il mio balcone!

Che dire. Una giornata fantastica dove ho imparato molto e conosciuto persone che davvero amano il loro lavoro e non limitano i consigli a chi non ha molta esperienza.

A questo link: Album Lunigianarborea trovate la gallery con tutte le foto scattate.
Mentre qui: Video Lunigianarborea i video con tutti i pomodori presenti alla mostra.
Mi scuso anticipatamente se qualche video non sarà di ottima qualità. Il sole era davvero forte e la piazza era una fornace, c'erano riflessi ovunque e un caldo atroce! :)

Se volete avere maggiori informazioni sui pomodori esposti potete contattare Roberta www.antichevarieta.it , Azienda Agricola Sperimentale Stuard oppure Lunigianarborea a questo indirizzo email lunigianarborea@gmail.com

giovedì 18 luglio 2013

La teoria delle Segnature

Alcuni giorni fa mi è capitato di vedere un documentario in TV di una dottoressa canadese che ha deciso di riscoprire il le sue origini aborigeni canadesi. Si chiama Danièle Behn e attualmente vive a Edmonton, dove è medico di famiglia e fa parte del corpo docente presso l'Università di Alberta. Con questo programma “Una dottoressa tra gli sciamani” (Medicine Woman) ha raccolto in giro per il mondo il sapere di varie comunità indigene e di guaritori tradizionali cercando di integrare queste nuove conoscenze con la medicina occidentale.
Mi ha sempre affascinato il mondo dell'erboristeria e delle cure diciamo “fuori dagli schemi tradizionali della scienza” e quando mi è possibile cerco di affidarmi a questi preparati per risolvere piccoli problemi.
Le due puntate che mi hanno colpito particolarmente sono dedicate a due luoghi che sento in qualche modo “miei”. Irlanda e Galles.
Qui i link dei video relativi alle due puntate:

Oltre alle spiegazioni sulle varie erbe e relativi medicamenti ho trovato molto interessante la teoria delle segnature.

La teoria delle segnature stabilisce che una pianta con una forma o una struttura somigliante a un organo corporeo ha un'azione benefica per tale organo.
Come scrive Philippe Deroide : “la dottrina delle segnature ci insegna che è possibile trovare indicazioni relative alle proprietà medicinali delle piante prestando attenzione alle similitudini esistenti tra la forma di certe piante e la forma degli organi dell’uomo.”
Nasce come filosofia spirituale secondo la quale tutto ciò che è presente in natura è ad uso e consumo dell'uomo e per farne comprendere per quale parte del corpo sia adatta Dio ha posto un segno sulle piante che ha creato.
Considerata come una cura non valida dalla medicina scientifica, nella storia rappresenta un importante aspetto del pensare medico a partire dalla metà del Seicento fino alla fine del XIX secolo.
Ma è con Paracelso che si cercò di portare a livello medico queste conoscenze, sostenendo che un medico non doveva mai sottovalutare le proprietà delle piante che potevano contribuire alla cura delle malattie.
I suoi studi lo portarono a determinare che le qualità delle piante si riflettono spesso nel loro aspetto (segnature).
Ipotizzò quindi che i principi attivi delle piante, da usare per curare le varie parti del corpo, si potessero scoprire osservandone l'aspetto. Applicò questo principio al cibo come alla medicina, sottolineando che “non è nella quantità di cibo, ma nella sua qualità che risiede lo spirito della vita“.
Grazie al lavoro di Jakob Böhme che con il suo libro "De Signatura Rerum" spiegò nel dettaglio questa filosofia, che comunque gli costò l'allontanamento dalla sua città natale in Germania, perchè a seconda di molti le sue idee erano decisamente fuori dal tempo in cui viveva se non addirittura eretiche.

Questa dottrina era probabilmente già stata utilizzata e studiata nell’antica Cina, dove la classificazione correlava le caratteristiche con gli organi:

Giallo e dolce = milza
Rosso e amaro = cuore
Verde e acido = fegato
Nero e salato = polmoni

Esempi di dottrina delle segnature estratti da libri di autori che hanno trattato dell'argomento

William Cole (“College of Physicians in London”) così scriveva dell’acqua distillata di biancospino: «(…) si è scoperto che bagnando delle compresse di garza in detta acqua e applicandole nei punti in cui sono penetrate delle spine, queste fuoriescono; si può affermare che la spina dà il rimedio alla sua stessa puntura». In questo caso la segnatura è proprio nella spina.

Piante con fiori gialli, come la calendula, servivano a curare l’ittero (la colorazione giallastra della pelle, delle sclere e delle mucose causata dall’eccessivo innalzamento dei livelli di bilirubina nel sangue) mediante la segnatura del colore, mentre le piante rosse venivano usate per le malattie del sangue.

John Gerard nel suo Erbario (1597) consigliava di mettere le foglie, i fiori e i semi di iperico a macerare in un bicchiere con olio d’oliva, posto poi in un luogo caldo e assolato. Dopo qualche settimana il liquido veniva filtrato e nuovamente posto al sole; se ne otteneva un olio di colore del sangue che veniva usato per le ferite profonde.
Sempre sull'Iperico veniva usato per curare le patologie cutanee perché le tasche lisigene che caratterizzano le foglie di questa pianta, assomigliano a delle bolle. La contraddizione risiede nella possibilità di comparsa di discromie cutanee, dopo esposizione solare, nelle persone che usano questa pianta come antidepressivo.
Per esperienza personale difatti sconsiglio vivamente di utilizzare l'oleolito di iperico e poi esporsi al sole essendo fotosensibilizzante.
I petali dell’iris erano comunemente usati come poltiglia in caso di contusioni (segnatura del colore).
Se una parte della pianta riproduceva la forma di un organo o di una parte del corpo umano, poteva essere usata per curarne le patologie (segnatura della forma).
I frutti della Portulaca venivano usati per curare le patologie renali proprio perché hanno una forma che assomiglia a quest'organo.
L'equiseto, o coda cavallina, veniva impiegato per la cura delle malattie originanti dalla colonna vertebrale. 

Nicholas Culpeper e il suo libro Complete Herbal and English Physician

http://www.bibliomania.com/2/1/66/113/frameset.html

Nicholas Culpeper (1616-1654), è uno dei più noti erboristi inglesi del 17° secolo. Il motivo principale di questa fama è dovuto ai suoi scritti, e in particolare il suo libro il "Complete Herbal and English Physician" che offre una visione senza pari dei principi olistici della medicina greco-araba esistenti al suo tempo. I suoi scritti mostrano un'ulteriore dimensione più interessante, l'integrazione dei principi astrologici. L'astrologia era utilizzata per la prognosi della malattia per molti secoli. Culpeper tuttavia, ci mostra un sistema molto più integrato, nel quale non solo le malattie, ma anche alle piante sono attribute doti astrologiche, rendendo in tal modo l'applicazione di piante medicinali nella malattia un processo semplice e logico che quasi ogni persona del la sua epoca sarebbe stata in grado a seguire. Non è quindi sorprendente che i libri di Culpeper, venduti a migliaia, siano ancora oggi popolari per la medicina a base di erbe in Inghilterra per oltre 250 anni.

Era comune che le pratiche mediche e l'astrologia fossero strettamente interconnesse per la qualità dei medicinali.
E ogni medicina veniva collegata con un proprio specifico pianeta dominante secondo il tema astrologico.
Questo sistema è stato ulteriormente arricchito da principi della filosofia medica greco-araba in uso a quel tempo, che ha attribuito le qualità di caldo, secco, freddo e umido ai farmaci.
La filosofia della dottrina della segnatura viene così intrecciata da Culpeper ai concetti medici greco-arabi con i principi astrologici.
Avendo chiaro questo, è facile comprendere la sua guida per il corretto trattamento di una malattia:
  • Prima di tutto, decidere quale pianeta è responsabile della malattia.
  • In secondo luogo accertare quale parte o parti del corpo sono afflitti dalla malattia, con particolare riferimento alla carne, il sangue, le ossa o il cuore.
  • In terzo luogo trattare la malattia mediante farmaci che hanno caratteristiche in contrasto con quelle specifiche del disturbo per ogni organo o parte del corpo colpita.
  • In quarto luogo, si ricorda di trattare qualsiasi organo o parte del corpo che è si è indebolito con farmaci che hanno una affinità con l'organo o parte indebolita.

Nel suo libro, Culpeper faceva riferimento anche all’astrologia per raggiungere la diagnosi, la classificazione delle piante medicinali, la preparazione dei rimedi terapeutici e il momento in cui somministrarli. Ecco la sua suddivisione astrologica del regno botanico:

Sole
Governa il cuore, la circolazione e la colonna vertebrale, gli occhi (destro per l'uomo e sinistro per la donna). Piante considerate solari sono quelle di colore giallo come la calendula e il girasole, quelle che seguono il percorso del sole (girasole e eliotropio), quelle che producono calore come l'aglio e il pepe e che hanno un effetto tonico sul cuore.

Luna
Influenza la crescita, la fertilita', il torace, lo stomaco, l'utero, il ciclo mestruale. Estende la sua influenza anche sul cervello e la memoria. Tutti i fluidi corporei e le secrezioni sono sotto il controllo della luna e in un certo senso tutto il regno botanico ne e' influenzato dal momento che la semina e la raccolta sono in dipendenza delle fasi lunari. Sono prettamente lunari le piante ad azione diaforetica e quelle con frutti globulari.

Mercurio
Controlla il sistema nervoso, il linguaggio, l'udito, la respirazione. Le piante mercuriali innalzano il tono dell'umore, risvegliano l'intelligenza, la capacita' di comunicare e sono caratterizzate da un odore particolarmente acuto.

Venere
e' associata alla bellezza e alla sensualita' femminile, alle ovaie, alla circolazione venosa, alla pelle femminile, alla fertilita'. Governa l'idratazione, la carnagione, il viso, il seno, l'addome, i reni.

Marte
Governa le difese del corpo, l'energia muscolare, l'aggressivita', la libido, il sangue. Le piante tipicamente marziane sono stimolanti il sistema nervoso, le difese dell'organismo, la sessualita' e sono, per cosi' dire, riscaldanti.

Giove
Digestione e crescita sono governati da questo pianeta. Sono interessati anche il fegato, la milza, i reni, la circolazione arteriosa. Le piante consacrate a questo pianeta sono essenzialmente commestibili, antispasmodiche, balsamiche, antinfiammatorie, emollienti.

Saturno
Nel corpo Saturno e' associato allo scheletro, alle unghie, ai denti, alle articolazioni. Tra le piante saturnine vi sono quelle funerarie, quelle velenose come la cicuta e la belladonna. Gli effetti sono sedativi, antidolorifici, cicatrizzanti, antifebbrili, coagulanti. 

Le signature ai giorni nostri

Nella nostra epoca si è tornati recentemente a collegare alcuni alimenti alla cura della malattia corrispondente alla parte del corpo.
Diversi esempi sono sotto agli occhi di tutti.
Le carote, che tagliate trasversalmente hanno la stessa forma dell'occhio umano, la pupilla, l'iride e le linee che circondano l'ortaggio ricordano davvero il nostro occhio.
E si è scoperto che la carota è molto utile per la vista e aumentano anche il flusso del sangue che viene portato al bulbo oculare.
Le noci sono un piccolo cervello in miniatura, se le guardate bene hanno un emisfero sinistro e uno destro e anche le pieghe rucordano molto la corteccia cerebrale, il loro collegamento alla cura del nostro corpo è legato allo sviluppo delle funzioni cerebrali.
I Fagioli curano e aiutano a mantenere sane le funzioni renali e a vederli li ricordano!
Il sedano somiglia alle ossa ed è particolarmente indicato per fortificarle. Esse sono composte al 23 per cento di sodio e questo cibo contiene esattamente il 23 per cento di sodio. Se nella vostra dieta c’è carenza di sale, il corpo se lo procura dalle ossa, rendendole deboli. Gli alimenti come il sedano vanno a soddisfare le esigenze scheletriche del corpo.
La radice di zenzero spesso assomiglia ad uno stomaco. La sua funzione più conosciuta difatti è quella di aiutare la digestione. I cinesi la utilizzarono per oltre 2.000 anni per calmare lo stomaco e curare la nausea.

Ci sono tantissimi altri cibi che vi invito a scoprire a questa pagina: http://saluteolistica.blogspot.it/2008/09/la-salute-nella-dottrina-delle-firme.html
In conclusione trovo davvero affascinante tutto quello che ho scoperto sulla Teoria delle Segnature e sicuramente cercherò altri riferimenti per approfondire maggiormente questo interessantissimo argomento.


L'inserimento dei due video è legato all'articolo scritto, non si intende violare nessun copyright.
© Copyright 2013 EFFE TV S.r.l.

lunedì 22 aprile 2013

Tornerai, maledetta primavera!

Prendendo in prestito il titolo di una canzone della mitica Loretta Goggi, aggiorno il blog con la situazione delle semine partite a febbraio.
Qui in provincia di Milano il tempo non è stato dei migliori, anzi! Esclusi alcuni giorni della scorsa settimana che hanno regalato delle bellissime giornate di sole, il resto (come avrebbe detto il compianto Califfo) è noia. E' per non farci mancare nulla è arrivata anche la grandine. Insomma fa ancora freddino, e a causa di questa primavera che non ha voglia di togliersi il cappotto, anche le mie semine sono andate a farsi benedire.
Quindi, pazienza ed ottimismo e via nuovamente a rifare da capo tutto. Fortunatamente ho tenuto dei semi di un pò di tutto quello che avevo seminato la volta precedente, così ho potuto salvare il salvabile.
Ripiantato i vari pomodori, insalata, fagiolini, zucche e zucchine, fiori vari per le apine e per l'orto, aromatiche e le mie carotine di varie forme e colori.
Finalmente qualcosa si è mosso in due mesi di tentativi, e i timidi pomodori hanno messo le prime foglie vere, accompagnati da baldanzosi fagiolini, zucche e zucchine (alquanto esuberanti!). I nasturzi pressano per poter andare a mettere le radici nella terra, ma ancora non mi fido, e cerco di spiegargli (ebbene sì, parlo con le mie piantine) che è meglio pazientare ancora una decina di giorni, sperando che con l'arrivo del mese delle rose, il sole torni stabile!

Zucche, zucchine e fagiolini

Pomodori vari cassetta 1

Fiori!

Pomodori vari cassetta 2
















































Nel frattempo sono riuscita a sistemare un pò Orticino, regalandogli una nuova protezione fatta ad hoc per la grandine, e devo rifare l'altra che avevo preparato per la zona aromatiche che è bellamente saltata lo scorso fine settimana...
Tempo permettendo mi piacerebbe anche poter dare nuovo spazio davanti a casa alla zona pomodorifera che ho progettato sulla carta, ma che ancora non posso mettere in pratica. Ci saranno un bel pò di pomodori di vari tipi e colori in sacchi di juta, lamponi, more, aromatiche e fiori, tutti assieme per cercare di rendere ancora più colorato il mio pezzetto.
Mi consolo con la mia collezione di menta di vario tipo.
















La menta limone e cioccolato è il felice risultato di talee fatte a settembre e tenute in serra fino alla scorsa settimana, recuperata da piante distrutte dalla grandine.
Aspetto che la primavera arrivi davvero. Ma, come al solito, la natura è la padrona e quindi mi accontento di fare quello che si può! :)

giovedì 28 febbraio 2013

Semine! Si ricomincia!

Finalmente è arrivato il momento di poter tornare a mettere le mani nella terra e a preparare le semine.
Da quest'anno voglio provare a seguire il calendario biodinamico e sto tenendo un diario con tutti i passaggi che faccio per vedere le differenze rispetto allo scorso anno.
Ho iniziato quindi a seminare seguendo le date associate ai vari periodi fiori/foglie/frutti/radici.
Brevemente qualche informazione sulla luna e i suoi effetti sulle piante che vi riporto presa da questo ottimo blog: http://www.atomitodi.it/orto_biodinamico.html.

La terra è regolata da leggi e da influenze cosmiche, la LUNA è capace di governare i liquidi del nostro corpo, i mari e gli oceani attraverso le maree.
Dopo anni di osservazione si è notato come la pianta sviluppa le sue parti, radice, foglie, fiore e frutto, a secondo della posizione della LUNA al momento della semina.
Ricordiamo come alcuni anni fa il contadino seminava e raccoglieva secondo le fasi lunari.
Seguendo la LUNA (che è un pianeta veloce), nei vari segni zodiacali, possiamo cercare di stabilire le fasi della crescita delle varie piante.
I segni zodiacali si dividono in quattro gruppi, appartenenti ad altrettanti elementi (vd. I dodici astri e i fiori di Bach).

Ariete - Leone - Sagittario => elemento Fuoco
Toro - Vergine - Capricorno => elemento Terra
Gemelli - Bilancia - Acquario => elemento Aria
Cancro - Scorpione - Pesci => elemento Acqua

In questo modo distinguendo le varie parti della pianta le possiamo associare agli elementi di terra, acqua, fuoco, aria.

Radice => elemento Terra
Foglia => elemento Acqua
Fiore => elemento Aria
Frutto => elemento Fuoco

Posso comprendere la difficoltà che si può incontrare all'inizio di questa diversa modalità di curare il nostro orto o giardino, ma vi assicuro che è possibile (ci sono riuscita anch'io).

Quando la LUNA transiterà nei segni di Fuoco, semineremo le piante che portano frutti: pomodori, piselli, fagioli, zucche, meloni, angurie, melanzane, e si possono piantare alberi ed arbusti da frutto.
Quando la LUNA transita nei segni di Acqua semineremo piante a foglia: bieta, lattuga, cavolo, verza, sedano.
Quando la LUNA transita nei segni di Aria ci diletteremo nel seminare e nel piantare gli ortaggi da fiore e fiori ornamentali: carciofi, rose, erbe aromatiche e medicinali.
Mentre quando la LUNA transita nel erigono di Terra semineremo ortaggi e fiori a radice; carote, cipolle, patate, tulipani e tuberi vari.

Cominciamo con il terreno e il relativo bagnetto semi
Ho preparato il terriccio usando una mia composizione fatta da torba, pomice e agrivermiculite in parti uguali messa dentro ai vasetti di torba che poi andrò a trapiantare direttamente nel terreno.













Poi ho messo in ammollo i semi in infuso di camomilla.













Questo procedimento serve sia per disinfettare per prevenire l’attacco di parassiti e di malattie fungine ed ammorbidire il seme, che (secondo la biodinamica) per far entrare il seme in rapporto con le forze del calcio e dello zolfo. Il calcio esprime l'energia vitale eterica, lo zolfo esprime quella spirituale: insieme innescano la germinazione. La differenza con l' approccio convenzionale ai minerali è che in biodinamica li si utilizza in forma vivente, per beneficiare delle forze da essi sprigionate.

Metodi. Esistono due tipi di ammollo, io ho usato quello senza il sacchetto di cotone.

Ammollo con sacchetto di cotone
Mettete la bustina di camomilla in un bicchiere d’acqua e premete in modo da far uscire l’essenza. Dopo che l’infuso si sarà raffreddato immergete i semi da disinfettare chiusi all’interno di un sacchetto di cotone; lasciateli in immersione per circa 20 minuti, dopodiché, saranno pronti per la semina.

Ammollo diretto in contenitori
Ho riempito un barattolo da 1 kg (di miele vuoto) di acqua calda e ho messo due bustine di camomilla in infusione per 15 minuti. Ho lasciato raffreddare e diviso per vari contenitori la camomilla. Ho preso i semini e messi in ammollo per circa 20 minuti. Poi li ho tolti e appoggiati su carta assorbente giusto il tempo che serve per levare l'eccesso di camomilla, altrimenti facevo fatica a metterli nel terriccio.
Questo sistema è consigliato principalmente se si hanno semi grossi (tipo fagioli, zucche, zucchine, salvia o altro) si può fare anche con quelli piccoli ma si diventa matti! :P

Una volta seminati ho accuratamente messo la palettina per riconoscere il tipo di ortaggio/fiore e riposto nelle cassettine/serra che avevo preparato autocostruendole (qui trovi il tutorial ).













Per alcune semine ho usato le cialde di torba compresse (sono dei dischetti che vengono messi in ammollo in acqua tiepida per venti minuti e raggiungono il doppio della loro altezza e poi vengono messe anche loro direttamente nel terreno) che avevo da terminare.













E ho ricoperto tutti i vari semi con un leggero strato di agrivermiculite, che garantisce un'ottima copertura mantenendo la giusta umidità per la germinazione.
A distanza di 5 gg ecco i primi germogli spuntati!













Mentre sto scrivendo ho appena scoperto che sono arrivati in superficie anche quelli di camomilla e dell'altro tipo di calendula! Potenza della luna? :D

sabato 2 febbraio 2013

Il mio lievito madre, Gigetto!

Con l'arrivo del nuovo anno mi sono fatta un elenco di cose che ho intenzione di fare.
Tra di esse c'è l'utilizzo della pasta madre. Dopo aver visto il sito ufficiale Comunità del Cibo Pasta Madre e aver letto e ricevuto parecchi consigli (grazie a Daniela e Assunta, preziosissime!!!) mi sono decisa.
E' una cosa che avevo in mente da diverso tempo, ma mi era sembrata troppo complicata da realizzare, troppo lavoro, e molte volte i risultati erano nulli. Certo, avrei potuto andare da qualche spacciatore di pasta madre e farmene dare un pezzetto e poi curarlo, ma volevo avere qualcosa di mio, creato, curato e vezzeggiato!

Il 6 gennaio ho cominciato la preparazione di Gigetto (il mio lievito madre).
Ho seguito quest'ottimo tutorial che, tra tutti quelli che ho trovato sparsi per il web, mi ha convinto per chiarezza e dettaglio nelle varie procedure. Un grazie sentito all'autrice Laura!

Armata di tutto il necessario ho iniziato con fiducia e ottimismo la prima fase dei 3 giorni.
Ho usato:
  • 200 gr di farina 0 (importante se iniziate con questa farina poi non passate ad un'altra durante la procedura)
  • 100 ml di acqua
  • 1 cucchiaio di miele (bio).
Va lavorato tutto in modo omogeneo (essendo la prima volta ho fatto tutto il procedimento dentro ad una capiente ciotola di plastica) fino a quando non ho ottenuto un composto abbastanza sodo.
Poi l'ho messo dentro ad un barattolo grande (quello che conteneva miele da 1 kg.) opportunamente sterilizzato in precedenza, coperto con della pellicola trasparente e rivestito con un asciugamano di spugna bello ampio che lo coprisse interamente. L'ho messo in una zona calda della casa dove ho una temperatura che oscilla dai 20° ai 22° e lasciato tranquillo per 3 giorni, senza toccarlo. Importantissima in questa fase la temperatura, che non sia inferiore ai 20° altrimenti non cresce.

Ecco Gigetto appena nato!













Con il cappottino di spugna :P













Nei tre giorni di riposo il composto inizierà a crescere di volume e a formare nella pasta delle piccole bolle (dette alveolature) che indicano che il tutto sta funzionando e il vostro lievito sta cominciando a prendere forma.
Allo scadere del terzo giorno si passa al rinfresco. Quando toglierete la pellicola trasparente sentirete molto probabilmente un odore un pò acido, tendente all'agrodolce, è normale. Vuol dire che i batteri stanno lavorando rendendo acida la pasta.

Per il rinfresco del terzo giorno:
  • 100 gr della pasta acida del barattolo (l'altra andrà buttata)
  • 200 gr di farina (sempre lo stesso tipo che avete usato per fare l'impasto base)
  • 100 ml di acqua
Io ho fatto così, ho messo i 200 gr di farina nella ciotola di plastica e aggiunta l'acqua. Mischiato leggermente per amalgamare un minimo gli ingredienti e ho unito i 100 gr di pasta del barattolino. Lavorato il tutto fino ad ottenere il solito panetto e rimesso il tutto di nuovo nel contenitore sempre con la pellicola. L'ho coperto di nuovo con il telo di spugna e rimesso nella stessa zona calda per 24 ore.

Gigetto rinfrescato al 3° giorno, lo scotch di carta mi è
servito per capire se cresceva...














... ed è cresciuto al termine delle 24 ore!













Sempre seguendo i consigli di Laura e del suo blog ho continuato con la fase che va dal 4° all'8° giorno.
Tutte le sere dopo cena, ho fatto lo stesso procedimento descritto sopra, ovvero preso 100 gr di pasta acida dal vasetto, 200 gr di farina e 100 ml di acqua e impastato. Coperto con la solita pellicola trasparente, il panno di spugna, riportato al calduccio e lasciato riposare per 24 ore. E ho notato che intorno al 3° giorno già Gigetto tendeva a lievitare bene anche in meno di 24 ore!

Ecco il quarto  rinfresco serale fatto intorno alle 20.30













E questo è il risultato del giorno precedente, in attesa del
suo rinfresco serale.


















Ed ora si passa alla fase ancora più impegnativa! Il vostro lievito madre andrà rinfrescato 2 volte al giorno dall'8° al 15° giorno. Quindi un rinfresco alla mattina e uno alla sera, sempre utilizzando le dosi indicate nelle fasi sopra e le stesse modalità di esecuzione/conservazione.
Noterete che ora il vostro lievito madre aumenterà di volume nello spazio di tempo di circa 4/5 ore dall'ultimo rinfresco che fate e che perderà anche un pò del caratteristico odore acidognolo.
Una volta arrivati al termine dei giorni il vostro lievito sarà pronto!

Ecco a voi Gigetto!













Seguendo i consigli di un paio di gruppi che seguo su Facebook conviene aspettare ad usarlo per fare pane o pizza almeno fino a quando non raggiunge il primo/secondo mese di vita, per evitare di avere la spiacevole sorpresa di sentire il pane acido (cosa che potrebbe succedere se il lievito madre è ancora molto giovane).
Io lo conservo in frigo, coperto dalla solita pellicola trasparente e rinfrescandolo ogni 5/7 gg. prendendo 250 gr di lievito madre + 250 gr di farina e 125 ml di acqua.
Spesso lavorano così bene i batteri che mi trovo sempre Gigetto fuoriuscito dal barattolo! E' probabile che debba prenderne uno ancora più grande...
Con la pasta madre in eccedenza (che questa volta non butto perchè ora il lievito è accettabile per fare piccoli esperimenti) ho fatto dei grissini e di prossima realizzazione i crackers!
Ulteriori consigli per come mantenere bello vivo il vostro lievito madre li trovate sempre sulla pagina di Laura
Buon lievito madre a tutti! :)

Miniserra per semine (ovvero come riciclare una cassetta della frutta)

E' passato un pò di tempo dall'ultimo post, ho fatto diverse cose ed è ora che aggiorni un pò il tutto!
La serra che lo scorso anno usavo come nursery per le mie semine, è occupata da varie piante e talee e così ho deciso di farmene una su misura, adatta allo spazio in cui dovrà essere collocata e a costo molto ridotto.

Materiali necessari:
  • Cassetta di plastica per la frutta (quelle che ci sono al mercato o in alcuni supermarket, meglio di plastica perchè così resiste meglio al freddo e pioggia)
  • Una lastra di plexiglass della stessa dimensione della cassetta (nel mio caso 30x40 cm)
  • Del nastro isolante (quello che serve per impedire che l'aria passi attraverso gli infissi delle finestre)
  • Dei bastoncini di legno
  • Colla
  • Spago
  • TNT (Tessuto non tessuto o velo da sposa come dir si voglia)












Poi serviranno anche:
  • Dei chiodini 
  • Del velcro (maschio e femmina)












Premetto che la cassetta di plastica che ho trovato io non ha tutti e 4 i lati con le protezioni alte, quindi per permettere una perfetta chiusura poi della lastra di plexiglass ho optato per l'aggiunta di due bastoncini di legno (ho usato quelli che si trovano in tutti i garden center per capirci quelli che si usano per legare le piccole coltivazioni), che faranno da "ponte" tra una sponda e l'altra della cassetta.
Ho quindi cominciato a fare dei buchi appena al di sotto della parte alta della cassetta, in corrispondenza della giunzione ( i buchi serviranno per far passare lo spago che garantirà una maggiore resistenza ai bastoncini).

Dettaglio della parte bucata e bastoncino incollato













E poi ho incollato i due bastoncini sulla cassetta













Ho lasciato asciugare per tutta la notte e ho fissato le estremità dei bastoncini con dello spago, usando come supporto anche i buchi fatti in precedenza.













Poi ho fissato il TNT sempre con dello spago alla cassetta, per rivestirla il più possibile













Ho messo attorno al plexiglass il nastro isolante a formare un quadrato che eviterà la dispersione del calore prodotto dalle piante e anche la possibile intrusione di aria fredda.













Sempre sulla lastra di plexiglass ho messo su due lati (quelli più corti) due pezzi abbastanza lunghi di velcro (quello con la parte sporgente) mentre sui lati (sempre quelli corti) della cassetta ho fissato con dei chiodini l'altro velcro che farà da base per permettere che il coperchio rimanga ancorato alla cassetta.













Ecco terminata la prima delle due serrette, pronte per accogliere le mie semine, che inizierò verso metà febbraio circa (a seconda della temperatura esterna). Il costo totale delle due cassette è di circa 8 euro (plexiglass+nastro isolante) dato che il resto lo avevo già in casa.
Vedremo come e se funzionano! :)

Cassetta/serretta vista laterale














Cassetta/serretta vista dall'alto